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Engage racconta CleverAd: dalla lead al contratto

Da 156 mila euro di ricavi nel 2023 a oltre 1,59 milioni nel 2025: Engage racconta la crescita di CleverAd e perché l'obiettivo non è generare lead, ma acquisire contratti.

Luca Lobascio 3 min di lettura

Il 26 ottobre 2026 Engage ha dedicato un articolo a CleverAd: «dalla generazione di lead alla conversione: come cambia il performance marketing». Il punto di partenza sono i numeri della nostra crescita; il tema è quello che ci sta più a cuore, cioè che cosa succede a una lead dopo che è arrivata.

Tre anni di crescita

156k €

Ricavi 2023

886k €

Ricavi 2024

1,59 mln €

Ricavi 2025

200k €+

Investimenti media gestiti ogni mese

Più volumi, più complessità

Oggi gestiamo più di 20.000 lead e oltre 200.000 euro di investimenti media al mese. Con i volumi cresce la complessità: canali con logiche, tempi e indicatori diversi vanno pianificati e letti insieme, senza che i dati restino sparsi in report separati.

Come scrive Engage, per chi fa performance marketing la crescita passa dalla capacità di leggere i risultati in modo integrato: dove va l'investimento, quali attività funzionano davvero, quanto i risultati sono in linea con gli obiettivi concordati con il cliente.

Dal volume al valore

Un investimento può portare moltissimi contatti, ma il suo valore si decide dopo, in quello che quei contatti diventano. Il passaggio più delicato è mettere a confronto i numeri della pubblicità con quelli delle vendite. Per questo il nostro obiettivo non è generare lead: è acquisire contratti, e per farlo bisogna seguire il percorso fino in fondo.

La tecnologia come infrastruttura

Per rendere leggibile quel percorso abbiamo costruito due asset proprietari. CleverAd Server™ traccia fonti, click e lead e ne gestisce attribuzione e validazione. CleverAd Engine™, l'evoluzione realizzata quest'anno, ne usa i dati insieme a quelli delle piattaforme e dei CRM dei clienti, per governare in un unico ambiente processi di acquisizione alimentati da fonti molto diverse e arrivare al costo per acquisizione reale.

Avere la tecnologia in casa significa farla crescere insieme ai volumi e alle esigenze delle campagne, senza dipendere da strumenti pensati per altri scopi. E significa giudicare un'attività con un metro più ampio del singolo indicatore.

Sistemi che migliorano nel tempo

Le aziende non chiedono più soltanto quanti contatti sono arrivati, ma quanti sono diventati contratti e a quale costo. La risposta non sta in una singola campagna: sta in sistemi di acquisizione che si possono analizzare e migliorare nel tempo. Ogni attività lascia dati che aiutano a impostare meglio la successiva, e quello che si impara su un canale, su un'offerta o su un contenuto diventa il punto di partenza del progetto dopo.

L'articolo chiudeva con l'appuntamento a IAB Intersections 2026, il 28 e 29 ottobre allo stand 27, con gli speed date: incontri riservati con il team per parlare di obiettivi, canali e costi. Se non sei riuscito a passare, parliamone lo stesso. L'articolo completo è su Engage.

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